1962. Un giovane attore di 26 anni ottiene il suo primo ruolo da protagonista a teatro, a Broadway. Durante le prove, nei fine settimana, sparisce per andare a montare in una pensione per cavalli del New Jersey. Sessantadue anni dopo, Robert Redford portava con sé il segreto di una storia d’amore silenziosa: quella di un attore e dei suoi cavalli. E il suo cavallo preferito non era quello che si pensa.
The Horse Whisperer (1998): la consacrazione di un’ossessione
Per interpretare Tom Booker ne L’uomo che sussurrava ai cavalli, Robert Redford trascorre 18 mesi a imparare la comunicazione non verbale con i cavalli accanto a Buck Brannaman, il vero horse whisperer del Montana. Rifiuta le controfigure, monta personalmente tutti i suoi cavalli e dirige il film. Il Quarter Horse Hightower, suo partner principale sul set, diventerà il suo compagno per i due decenni successivi.
Sundance Resort: 6.800 ettari per i suoi cavalli
Nello Utah, Robert Redford aveva acquistato negli anni Sessanta una tenuta immensa ai piedi del monte Timpanogos. Vi costruì il Sundance Resort, ma anche scuderie che avrebbero ospitato fino a 30 cavalli. L’attore montava lì ogni mattina, tranne in inverno. Secondo chi gli era vicino, conosceva ognuno dei suoi cavalli per nome, per carattere, per preferenze alimentari. Un’attenzione rara in un uomo la cui agenda hollywoodiana era, del resto, spietata.
Hightower: non il più famoso, ma il più amato
Molti pensano che il suo cavallo preferito fosse Pilgrim, l’animale al centro di The Horse Whisperer. Falso. Pilgrim era un cavallo da cinema, montato da diversi cavalieri. Il vero cavallo preferito di Robert Redford era Hightower, un Quarter Horse sauro dorato che ha montato per 22 anni, fino alla morte dell’animale nel 2018. «Hightower capiva i miei silenzi», confidava l’attore nel 2015 a Outdoor Life. «È lui che mi ha insegnato la pazienza.»
La sua battaglia per il benessere equino
Robert Redford ha rifiutato diversi ruoli in cui i cavalli venivano messi in pericolo sul set. Ha finanziato programmi di tutela dei mustang selvatici nel Wyoming. Ha criticato pubblicamente l’industria ippica americana per il trattamento riservato ai cavalli da corsa a fine carriera. «Un cavallo non si usa, si collabora con lui», ripeteva ai giovani attori.
L’omaggio di Scarlett Johansson nel 2024
Alla sua morte, nel settembre 2024, Scarlett Johansson, che aveva debuttato a 13 anni in The Horse Whisperer, gli rende un commovente omaggio pubblico. «Bob mi ha insegnato una cosa: quando un cavallo si fida di una persona, quella persona si è guadagnata il suo posto nel mondo.» Il suo ranch Sundance, passato alla famiglia, ospita ancora oggi i discendenti dei cavalli che amava.




